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Ventitré cose che avreste voluto sapere sulle mandorle* *(ma non avete mai osato chiedere)

Il 23 non è un numero come gli altri. Nella teoria dei numeri è un numero felice, è stato indossato da autentici miti dello sport come Michael Jordan e David Beckham, 23 sono le coppie di cromosomi nelle cellule umane e l'asse terrestre è inclinato di circa 23°, giusto per elencare alcune “coincidenze” affascinanti legate a questo numero. Ma soprattutto, 23 è il numero di una porzione perfetta di mandorle: una manciata da circa 28 grammi. "La formula di ‘ricarica’ che suggeriamo include uno spuntino smart - come le mandorle – da consumare durante una pausa a metà mattina o metà pomeriggio. Può essere inoltre utile portare con sé una manciata di mandorle (28g o 23 mandorle circa) da consumare quando si percepisce un calo di energia. Le loro proteine e grassi buoni, oltre alle fibre, possono rivelarsi di aiuto per rimanere in pista durante tutto il corso della giornata" afferma la dietista Marta Molin di ANDID. Ventitré è anche il numero di cose che dovreste sapere sulle mandorle, per sfatare i miti su questo prezioso frutto della terra e scoprire quanto è buono per noi e per il Pianeta. Eccovi allora un elenco delle 23 cose che forse non sapete sulle mandorle e i loro benefici per la salute: Ricarica di energia: Lo spuntino portatile: facile da consumare quando e dove, ti dà l’energia per ricaricare la tua giornata e una gradevole croccantezza. Snack nutriente: le mandorle sono uno snack nutriente, forniscono proteine vegetali e sono ricchi di grassi e fibre sani che ti aiutano durante tutto il giorno. Ricche di magnesio: le mandorle sono una fonte ricca di magnesio, che contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento. Energizzante: le mandorle sono ricche di riboflavina (B2) e fonte di niacina (B3), tiamina (B1) e acido folico (B9), che svolgono un ruolo nella produzione di energia nel corpo. Fonte di proteine: con le sue proteine energetiche, fibre, grassi buoni e una grande quantità di nutrienti, una manciata di mandorle (23 mandorle) è uno spuntino perfetto per ricaricare le batterie. Perfetto per gli allenamenti: le mandorle sono uno ottimo spuntino da allenamento - una ricerca pubblicata sul Journal of International Society of Sport Nutrition ha concluso che uno spuntino alle mandorle può migliorare la resistenza. Sostenibilità e Nutrizione Non solo da mangiare: i coltivatori di mandorle della California hanno intrapreso un percorso verso un futuro a rifiuti-zero e stanno esplorando nuove modalità per utilizzare tutto ciò che arriva dai frutteti e farne il migliore uso. Amiche delle api: proprio come le mandorle sono per noi uno snack nutriente, il polline del mandorlo è altrettanto nutriente per le api da miele, contente tutti e 10 gli amminoacidi essenziali per la loro dieta. Coltivate con amore: più del 90% delle coltivazioni di mandorle è a conduzione familiare, molte delle quali gestite da coltivatori di terza e quarta generazione che vivono sul territorio e lo lasciano in eredità ai propri figli. Dunque, è estremamente chiaro quanto sia necessario proteggere e preservare le risorse per le generazioni future. La sostenibilità è al centro della comunità delle mandorle della California: coltivate responsabilmente e ricche di bontà naturale, le mandorle sono buone per te e buone per il pianeta.  Negli ultimi 20 anni, i coltivatori di mandorle della California hanno adottato nuove pratiche di sostenibilità che hanno contribuito a ridurre del 33% la quantità di acqua necessaria per far crescere una libbra di mandorle, ma sappiamo che c'è ancora molto da fare, quindi stiamo continuando a investire in ricerca e nuove tecnologie per continuare a ridurre il consumo di acqua. Dimensione della porzione: una porzione giornaliera di mandorle è di 28 grammi, circa 23 mandorle o - semplicemente - una manciata Bellezza da dentro: un nuovo studio condotto da ricercatori della University of California - Davis ha scoperto che uno spuntino quotidiano di mandorle al posto di altri snack diversi dalla frutta secca ha migliorato significativamente la profondità e l’ampiezza delle rughe in donne in salute in post-menopausa. Piene di vitamina E: una manciata di mandorle (circa 28 grammi) fornisce il 60% dell'apporto giornaliero raccomandato di vitamina E, un antiossidante che aiuta a  proteggere le cellule dallo stress ossidativo causato da inquinamento, raggi UV, fumo di sigaretta e altri fattori ambientali. Nutrienti: una manciata di mandorle (circa 28 g) è uno spuntino nutriente. Le mandorle sono ricche di fibre e sono una fonte naturale di proteine che ti sostengono tra i pasti. "Crollo cognitivo post-prandiale": quando la memoria e l'attenzione iniziano a dare segni di cedimento, uno studio ha scoperto che mangiare un pranzo ricco di grassi con mandorle ha portato a una riduzione significativamente più bassa dei punteggi di memoria rispetto a un pranzo ad alto contenuto di carboidrati senza mandorle"[1]. Più di 160 articoli e studi hanno messo in luce i vari benefici per la salute delle mandorle, compreso il loro ruolo nella gestione del peso, nella salute del cuore e nel diabete[2]. Buone per i capelli, la pelle e le unghie: le mandorle sono un perfetto complemento alla tua beauty routine perché contengono due vitamine del gruppo B (niacina e riboflavina) e sono ricche di zinco, tutti nutrienti che contribuiscono al mantenimento di capelli, la pelle e le unghie. Buone per la tua mente: Uno studio clinico suggerisce che una dieta mediterranea, con aggiunta di frutta secca come le mandorle, è associata a una prevenzione della diminuzione di alcune funzioni cognitive negli adulti, in confronto a una dieta a basso contenuto di grassi[3]. Amate in tutto il mondo! Il 16 febbraio è il World Almond Day: scopri qualcosa di più a proposito di questa ricorrenza! Un alimento base in qualsiasi dieta: dalle vegetariane alle flexitariane o senza glutine, le mandorle si adattano perfettamente a qualsiasi regime alimentare per aiutarti a  rimanere in salute. Buone per il cuore: le mandorle contengono acido linoleico, un acido grasso che contribuisce al mantenimento di normali livelli di colesterolo, importante per la salute del cuore[4] 160 calorie per manciata (23 mandorle) – è l'ideale per farti andare avanti senza appesantirti.  Non vi sembra abbastanza per innamorarsi delle mandorle? Per maggiori informazioni: Almondboard-ITA@omnicomprgroup.com [1] Bao Y, Han J, Hu FB, Giovannucci EL, Stampfer MJ, Willett WC, Fuchs CS. Association of nut consumption with total and cause-specific mortality. N Engl J Med 2013;369:2001-11 [2] http://www.almonds.com/sites/default/files/State%20Of%20The%20Science.pdf [3] Dhillon J, Tan S-Y, Mattes RD. Effects of almond consumption on the post-lunch dip and short-term cognitive function in energy-restricted overweight and obese adults. British Journal of Nutrition. 2017;117(3): 395-402. [4] The beneficial effect is achieved with a daily intake of 10 g of linoleic acid. Almonds provide 12 g of linoleic acid per 100 g.
girl holding almonds in the shape of a heart balloon
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// Nutrizione & benessere

La bellezza viene da dentro: uno studio pilota analizza gli effetti del consumo quotidiano di mandorle sulle rughe del viso

Sono molti i regimi anti-invecchiamento disponibili, ma una recente ricerca suggerisce che un delizioso complemento ai consueti metodi di cura della pelle potrebbe trovarsi in dispensa, piuttosto che nella trousse per il trucco: si tratta infatti delle mandorle. Un nuovo studio pilota condotto da ricercatori della University of California, Davis[1] ha evidenziato che uno spuntino quotidiano di mandorle al posto di altri snack senza frutta secca ha ridotto l’ampiezza e la gravità delle rughe nelle donne in postmenopausa. Lo studio – finanziato dalla Almond Board of California – è il primo del suo genere a esaminare gli effetti delle mandorle sulla salute della pelle. Attualmente è in corso uno studio di follow-up più vasto e più a lungo termine. Nel corso di questo studio clinico di 16 settimane, controllato e randomizzato, 28 donne in postmenopausa, in buona salute, con pelle di tipo 1 o 2 secondo la classificazione di Fitzpatrick (caratterizzate cioè da una maggiore tendenza a scottarsi a causa dell’esposizione al sole), sono state randomizzate a uno di due bracci. Nel braccio di intervento le donne hanno consumato mandorle come spuntino, in misura pari al 20% dell’apporto calorico quotidiano totale, cioè un media di 340 calorie al giorno (circa 2 porzioni da 30 g). Il braccio di controllo ha consumato uno spuntino senza frutta secca, anch’esso equivalente al 20% dell’apporto calorico quotidiano: una barretta energetica o ai cereali o dei salatini. A parte questi snack, le partecipanti allo studio hanno seguito la loro dieta abituale e non hanno consumato altra frutta secca o prodotti contenenti frutta secca. Le valutazioni cutanee sono state effettuate all’inizio dello studio e in seguito a 4, 8, 12 e 16 settimane. In occasione di ogni visita, le rughe del viso sono state valutate utilizzando imaging facciale ad alta risoluzione e tecniche convalidate di modellazione e misurazione del viso in 3D. “Queste videocamere ad alta risoluzione consentono la ricostruzione tridimensionale delle rughe, che vengono mappate in funzione delle loro principali caratteristiche di ampiezza e gravità. Il punteggio di gravità corrisponde al calcolo della profondità e della lunghezza della ruga”, spiega Raja Sivamani, MD MS AP, dermatologo integrativo e ricercatore capo dello studio. È stata valutata anche la funzione barriera cutanea, misurando la produzione di sebo e la perdita di acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss). La funzione barriera cutanea esamina la robustezza della barriera cutanea e il modo in cui questa protegge la pelle dalla perdita di umidità (TEWL) e dalle sostanze irritanti dannose provenienti dall’ambiente. Al termine dello studio di 16 settimane, l’analisi delle immagini fotografiche ha dimostrato miglioramenti statisticamente significativi nelle partecipanti del braccio che aveva consumato snack alle mandorle rispetto al braccio di controllo (p <0,02): •           Larghezza delle rughe ridotta del 10% •           Gravità delle rughe ridotta del 9% Non si sono verificati cambiamenti significativi nella funzione barriera cutanea tra i bracci.  “Il cibo come mezzo per promuovere la salute della pelle – l’idea “la salute viene da dentro” – è di crescente interesse per coloro che cercano alternative per un invecchiamento in salute”, afferma il Dr. Sivamani. “Ed è anche un’area della ricerca scientifica in crescita. Le mandorle sono una ricca fonte di vitamina E antiossidante e forniscono acidi grassi e polifenoli essenziali. Sono una scelta intelligente per una buona alimentazione in generale. Inoltre – come è stato osservato in questo studio – rappresentano un’opzione promettente come cibo da includere in una dieta adatta a un invecchiamento sano, specialmente per le donne in post-menopausa”. Il noto nutrizionista Rhiannon Lambert ha commenta: “Questa ricerca, la prima nel suo genere per quanto riguarda la frutta secca, evidenzia benefici scientificamente misurati sulle rughe della pelle derivanti dal consumo di mandorle. Da molto tempo si ritiene che le mandorle possano avere un effetto positivo per la nostra pelle, ma questo è il primo studio a dimostrare che hanno un impatto reale! Inoltre, le mandorle contengono zinco, niacina e riboflavina - tutti i nutrienti che aiutano a mantenere la nostra pelle. Una porzione di mandorle equivale a 28 grammi o 23 mandorle". Panoramica dello studio Lo studio: 28 donne sane, in postmenopausa con pelle tipo 1 secondo la classificazione di Fitzpatrick (pelle che si scotta sempre, senza mai abbronzarsi) o di tipo 2 (pelle che in genere si scotta, abbronzandosi in misura minima) sono state randomizzate a un braccio di intervento o a uno di controllo. Al gruppo di intervento sono state somministrate mandorle nella misura del 20% dell’apporto calorico giornaliero totale (340 calorie/giorno in media), cioè circa 2 porzioni da 30 g. Il braccio di controllo ha consumato quotidianamente, al posto delle mandorle, uno spuntino di pari calorie: una barretta energetica o ai cereali o dei salatini. A tutte le partecipanti è stato consigliato di non consumare frutta secca o prodotti contenenti frutta secca nel corso dello studio (a eccezione dello spuntino alle mandorle per il braccio di intervento) e di continuare la loro abituale assunzione giornaliera di calorie. Dopo un periodo di wash-out dietetico di quattro settimane, le partecipanti sono state randomizzate a uno dei due bracci di studio descritti sopra. Le visite sono state effettuate al basale e a 4, 8, 12 e 16 settimane. Le rughe sono state valutate al basale, a 8 settimane e 16 settimane, utilizzando tecniche convalidate di fotografia facciale ad alta risoluzione e di modellazione e misurazione del viso in 3D. La funzione barriera cutanea è stata valutata misurando la produzione di sebo e la perdita di acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss).  Risultati: ·           L’analisi delle immagini fotografiche ha dimostrato che, a 16 settimane, il braccio mandorle sperimentava riduzioni significative della gravità e dell’ampiezza delle rughe – rispettivamente pari al 9 e al 10% – rispetto al braccio di controllo (p <0,02). ·           Non si sono verificate differenze significative nella produzione di sebo tra i bracci dopo 8 e 16 settimane. ·           Non si sono verificate differenze significative tra i bracci in relazione alla perdita di acqua transepidermica (TEWL, transepidermal water loss) dal basale dopo 8 e 16 settimane. ·           Non si sono verificate differenze significative nella funzione barriera cutanea (p = 0,65) tra il braccio mandorle e il braccio di controllo rispetto al basale dopo 16 settimane. Limiti dello studio: l’invecchiamento è un processo di lunga durata, pertanto i risultati di questo studio di 16 settimane potrebbero essere difficili da riprodurre e generalizzare su lunghi periodi di tempo. Inoltre, l’invecchiamento cutaneo è per sua natura multifattoriale e, sebbene alcuni soggetti (cioè quelli con un’anamnesi di fumo) siano stati esclusi, esiste una varianza nei fattori di confondimento dell’invecchiamento – come la frequenza di esposizione ai raggi UV e lo stress emotivo – che non rientravano nell’ambito dello studio. Questo studio si è limitato alla valutazione cosmetica, infatti non sono state effettuate misurazioni sulla produzione di collagene. Lo studio non ha valutato la presenza di malattie o soggetti più giovani, quindi i risultati sono limitati alle donne in post-menopausa altrimenti sane. Inoltre, si è trattato di uno studio pilota, con un numero limitato di partecipanti. Eventuali studi futuri dovrebbero estendersi a una più vasta popolazione di reclutamento. Conclusione: i risultati di questo studio pilota suggeriscono che il consumo giornaliero di mandorle possa svolgere un ruolo nel ridurre la gravità delle rughe nelle donne in post-menopausa. I risultati giustificano studi futuri, condotti su popolazioni più estese, e ulteriori valutazioni per segni di invecchiamento cutaneo.    [1] Foolad N, Vaughn AR, Rybak I, Burney WA, Chodur GM, Newman JW, Steinberg FM, Sivamani RK. Prospective randomized controlled pilot study on the effects of almond consumption on skin lipids and wrinkles. Phytotherapy Research. 2019;1–6. https://doi.org/10.1002/ptr.6495
skin research study results
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// Nutrizione & benessere

Concentrata sul “Growing Good”, la California Almond Community si impegna a raggiungere nuovi obiettivi

(Modesto, California) - Con una quota che rappresenta l’80% della produzione mondiale di mandorle, i coltivatori e gli addetti alla lavorazione delle mandorle della California sono da sempre impegnati nel “growing good”, gestendo le risorse responsabilmente per le generazioni attuali e quelle future. Oggi la almond community si impegna pubblicamente a raggiungere quattro nuovi obiettivi, che si basano su decenni di risultati conseguiti, e sono un’ulteriore prova dell’impegno nel coltivare le mandorle nel modo migliore, più sicuro e più salutare, proteggendo le comunità locali e l’ambiente. Gli Almond Orchard 2025 Goals stabiliscono dei target per il settore in ambito di efficienza idrica, zero sprechi, lotta ai parassiti e qualità dell’aria.   “Ci siamo sempre impegnati a minimizzare l’impatto ambientale e a essere dei buoni vicini, e l’esperienza lo dimostra. Ma per la prima volta, stabiliamo pubblicamente degli obiettivi sul modo in cui coltiveremo in futuro e ci impegniamo a essere totalmente trasparenti in merito ai progressi che stiamo facendo” ha detto Holly King, Presidente dell’Almond Board of California. “Si tratta di obiettivi impegnativi, non c’è dubbio, ma è una responsabilità che nasce dalla nostra leadership e dall’impegno verso l’innovazione. Siamo entusiasti di iniziare questo viaggio”.   Gli Almond Orchard 2025 Goals puntano su quattro aree chiave:   Ridurre ulteriormente l’acqua utilizzata per coltivare le mandorle Negli ultimi vent’anni i coltivatori di mandorle della California hanno ridotto la quantità di acqua usata per coltivare circa mezzo chilo di mandorle del 33%[1], grazie a pratiche di produzione migliori e all’adozione di un’efficace tecnologia di microirrigazione. Entro il 2025 la California almond community si impegna a ridurre la quantità di acqua utilizzata per coltivare circa mezzo chilo di mandorle di un ulteriore 20%.     Zero sprechi nei nostri mandorleti Le mandorle crescono in un guscio, protette da un mallo, su un albero, prodotti da sempre usati come lettiere per il bestiame, mangime e produzione di energia elettrica. I mercati in evoluzione stanno spingendo verso l’innovazione per un utilizzo di valore più elevato, sia economico sia ambientale, di questi sottoprodotti. Entro il 2025 la California almond community si impegna a raggiungere zero sprechi attraverso un impiego ottimale di tutto ciò che cresce nei nostri mandorleti.   Adottare più strumenti rispettosi dell’ambiente per la lotta ai parassiti.   Una coltivazione responsabile delle mandorle significa proteggere il raccolto e gli alberi dagli insetti, dalle erbacce e dalle malattie tramite un approccio integrato di lotta ai parassiti. Ciò significa utilizzare strumenti e tecniche come l'uso di insetti utili, la confusione sessuale e, se necessario, l'uso di pesticidi. Per proteggere ulteriormente i nostri mandorleti, i dipendenti e le comunità, entro il 2025 ci impegniamo ad ampliare del 25% l’adozione di strumenti rispettosi dell’ambiente per la lotta ai parassiti Migliorare la qualità dell’aria durante il raccolto delle mandorle Le mandorle della California vengono raccolte scuotendole e facendole cadere in terra, dove vengono lasciate seccare al sole prima di essere spazzate e raccolte. Un processo che può creare polvere nelle comunità locali. Per eliminare questo problema, la almond community sta facendo passi a breve e lungo termine per reinventare il modo di fare il raccolto e si impegna entro il 2025 a ridurre la polvere prodotta durante il raccolto del 50%. “Proviamo a gestire bene la terra facendo di più con meno - meno input, meno applicazioni, meno visite alla piantagione, e ovviamente meno acqua” ha detto Brian Wahlbrink, coltivatore di mandorle nella Contea di Stanislaus e Presidente dell’Almond Board’s Harvest Workgroup. “Questi obiettivi ci porteranno verso dei miglioramenti sostanziali, basandoci su risultati conseguiti in passato e condividendo i nostri progressi mentre lavoriamo verso il 2025. Ho molta fiducia in quello che stiamo facendo”.   Oltre agli obiettivi del 2025, i coltivatori di mandorle della California continuano a supportare la ricerca in altre aree cruciali, investendo, solo quest’anno, in sette nuovi progetti focalizzati sulla salute delle api. Questi sforzi si basano su un’eredità di $3,2 milioni investiti in 120 progetti di ricerca dal 1995 per far fronte ai cinque più importanti fattori che incidono sulla salute delle api. In questo impegno continuo per la salute delle api, l’Almond Board ha sviluppato anche un elenco completo di Honey Bee Best Management Practices per i coltivatori di mandorle della California. Ampiamente adottate, queste best practice sono in continua evoluzione per garantire la sicurezza delle api da miele durante e dopo l’impollinazione dei mandorli.   “Lavorando insieme per le aree chiave, come la salute delle api, e per raggiungere gli Almond Orchard 2025 Goals, ci assicuriamo di poter coltivare a lungo termine qui in California. Ciò significa prendersi cura della terra al meglio e coltivare responsabilmente. Questo impegno si basa su una storia di perfezionamento delle pratiche di coltivazione e inciderà sicuramente sul modo di coltivare in futuro” ha detto il Presidente e CEO dell’Almond Board of California, Richard Waycott.   La California almond community è un insieme di aziende agricole a conduzione familiare impegnate a migliorare la vita attraverso l’innovazione e la produzione responsabile di cibo sano, accessibile a tutti nel mondo. Per oltre 40 anni, i coltivatori di mandorle e gli addetti alla lavorazione hanno finanziato la ricerca scientifica per $80 milioni, facendo significativi passi avanti in ambito idrico, di gestione dei nutrienti, della qualità dell’aria, della salute delle api e altro, migliorando l’efficienza minimizzando l’impatto ambientale.   [1] University of California, 2010. Food and Agriculture Organization of the United Nations, 2012. Almond Board of California, 1990-94, 2000-14.
almond orchard
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// Sostenibilità ambientale

L'Almond Board of California sostiene l'innovazione investendo $6,8 milioni nella ricerca

L'Almond Board of California (ABC) ha annunciato un investimento di $6,8 milioni in 75 progetti di ricerca indipendenti che esplorano le pratiche agricole di nuova generazione incluso un impiego ottimale di tutto ciò che cresce in un mandorleto. Oltre a migliorare le pratiche di produzione, i progetti di ricerca aiutano la California almond community a dare a chi ama le mandorle nel mondo un prodotto sicuro, sano e sostenibile.  L'annuncio è stato dato durante la 46° Almond Conference, un evento che si tiene a Sacramento, California, e che riunisce coltivatori di mandorle, addetti alla lavorazione e ricercatori per discutere della scienza più recente alla base di una coltivazione responsabile delle mandorle. I programmi di ricerca dell'ABC forniscono una base scientifica per le migliori pratiche in diverse aree prioritarie, incluse la sostenibilità idrica, la salute degli impollinatori e la ricerca di nuovi utilizzi dei sottoprodotti delle mandorle, inclusi i malli, i gusci e il materiale legnoso.  "L'innovazione è al centro della coltivazione sostenibile delle mandorle. Guidata da famiglie di agricoltori, la almond community si impegna a migliorare continuamente, assicurando un ambiente e un futuro migliori per i nostri figli e i nostri nipoti, per il prossimo e per i lavoratori" ha detto il Presidente e CEO dell'Almond Board of California Richard Waycott. “Dal 1973 i coltivatori di mandorle e gli addetti alla lavorazione hanno investito $80 milioni nella ricerca attraverso l'Almond Board per migliorare la conoscenza dell'effetto delle mandorle sulla salute dell'uomo, garantire qualità e sicurezza e migliorare le pratiche agricole minimizzando l'impatto ambientale." Trovare nuovi impieghi per i sottoprodotti delle mandorle Le mandorle crescono in un guscio, protette dal mallo, su un albero.  I coltivatori si sono sempre presi la responsabilità di questi sottoprodotti, garantendone un impiego utile invece di finire in discarica.  Oggi la California almond community sta indirizzando gli investimenti della ricerca per un impiego ottimale di questi sottoprodotti, adottando un approccio "a rifiuti zero" che dia una risposta ai bisogni cruciali in diversi settori industriali. Quest'anno l'ABC ha finanziato progetti di ricerca mirati ai sottoprodotti per un totale di $1,2 milioni che hanno trovato applicazione dal mandorleto a usi a valore aggiunto.  "Ci piace lavorare con la almond community perché i loro obiettivi coincidono con i nostri. L'Almond Board investe nella ricerca al fine di non avere sprechi e raggiungere un impatto neutro" ha detto Lydia Palma, ricercatrice e dottoranda alla University of California, Davis.  "Il nostro partenariato per la ricerca si focalizza sullo sviluppo di nuove tecnologie per convertire i sottoprodotti delle mandorle in prodotti di valore". Tre progetti di ricerca in corso sui sottoprodotti delle mandorle che mostrano risultati promettenti sono: Recycled Polypropylene-Polyethylene Torrified Almond Shell Biocomposites. USDA-ARS, Western Regional Research Center[1] – I gusci delle mandorle sono da sempre usati come lettiere per il bestiame. Questa ricerca esplora come i gusci, trasformati in polvere simile a quella di carbone attraverso un processo conosciuto come torrefazione, possano essere utilizzati come colorante e come agente rinforzante per la plastica riciclata dopo il consumo.  Cultivation of Black Soldier Fly Larvae on Almond Byproducts. University of California, Davis[2] – Il mallo fibroso e zuccherino delle mandorle può servire a nutrire animali grandi e piccoli inclusi quelli del mondo emergente dell'allevamento di insetti. Questo progetto di ricerca esplora la possibilità di allevare nei malli delle mandorle larve della mosca soldato nera, da usare come materia prima per il pollame e l'acquacoltura. Almond Hull Byproducts as a Casing Amendment Material in Mushroom Cultivation. USDA-ARS, Western Regional Research Center[3] – Dopo averlo privato degli zuccheri, impiegati per altri scopi, il materiale rimanente del mallo può essere utilizzato come alternativa al tradizionale muschio di torba per la coltivazione dei funghi. Questo progetto di ricerca esplora l'utilizzo del mallo delle mandorle come substrato colturale per i funghi di tipo commerciale, con dei risultati preliminari che mostrano diversi benefici inclusi l'assorbimento ottimale dell'acqua e l'aumento della resa.  "Scoprire nuovi modi di impiego di un prodotto che ha sempre avuto un singolo uso è molto stimolante" ha detto Mike Curry, addetto al processo di sgusciatura e smallatura delle mandorle alla Johnson Farms. "Tutta la produzione e la filiera, incluso il consumatore, beneficeranno dello sviluppo di nuovi prodotti derivanti dai malli e dai gusci delle mandorle." Nuove opportunità di innovazione L'impegno nella ricerca scientifica sostiene la California almond community nello sviluppo della azienda agricola del futuro.  Per migliorare la sostenibilità idrica, i coltivatori stanno adottando una tecnologia di irrigazione di precisione e stanno esplorando un modo per riempire le falde acquifere sotterranee attraverso il ravvenamento delle acque sotterranee in azienda.  Per garantire la sicurezza delle api, essenziali per l'impollinazione dei mandorli, i coltivatori lavorano a stretto contatto con gli apicoltori e seguono le migliori pratiche basate sulla ricerca.  La ricerca continua ad affinare l'approccio ottimale di foraggiamento delle api che rappresenta un nutrimento aggiuntivo per gli alveari e altri impollinatori nelle vicinanze. I progetti di ricerca focalizzati su api e acqua finanziati dall'ABC quest'anno includono $610.000  in nove progetti sull'acqua e $579.000 in sette progetti sulla salute delle api. Questi si aggiungono agli oltre 200 progetti di ricerca finanziati dal 1982 che hanno aiutato i coltivatori a ridurre la quantità di acqua necessaria per coltivare circa mezzo chilo di mandorle del 33% negli ultimi 20 anni,[1] e con 120 progetti finanziati finora l'ABC ha sostenuto la ricerca sulla salute delle api più di qualsiasi altro gruppo di colture.[2] I progetti di ricerca dell'Almond Board sono finanziati attraverso una valutazione retribuita per quantità di mandorle prodotte.  Dopo essere stati esaminati da consulenti di ricerca e da gruppi di lavoro focalizzati su specifici argomenti relativi alla coltivazione delle mandorle, i progetti vengono selezionati da un comitato di coltivatori di mandorle e di addetti alla lavorazione sulla base di un allineamento strategico ai bisogni del settore e dell'impatto previsto della ricerca stessa.    Per ulteriori informazioni sui 45 anni di coltivazione di mandorle e ricerca ambientale dell'ABC, visita Almonds.com/GrowingGood.   [1] Zach McCaffrey, et al. Recycled polypropylene-polyethylene torrefied almond shell biocomposites. Journal of Industrial Crops and Products. December 2018. [2] Lydia Palma, et al. Cultivation of black soldier fly larvae on almond byproducts: impacts of aeration and moisture on larvae growth and composition. Journal of the Science of Food and Agriculture. December 2018. [3] Allison Flynn, et al. Almond hull byproducts as a casing amendment material in mushroom (Agaricus bisporus) cultivation. Mushroom News. American Mushroom Institute. October 2018. bit.ly/2TTlM9V [4] University of California, Feb. 2010. Food and Agriculture Organization of the UN, 2012. Almond Board of California, 1990-94, 2000-14. [5] Gene Brandi. Vice President, American Beekeeping Federation.
almond orchard in bloom
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// A proposito dell'Almond Board, A proposito dell'industria delle mandorle

Almond Board of California Envisions Farm of the Future with $4.8 Million Research Investment

Almond Board of California (ABC) today announced an investment of $4.8 million in 64 independent, third-party research projects exploring next-generation farming practices. Additionally, ABC released the first annual Almond Sustainability Publication, entitled Growing Good, which highlights the California Almond community’s commitment to sustainability.1 The announcement was made at the 45th annual Almond Conference, an event that convenes almond farmers and processors to dialogue with researchers about the latest science. The California Almond community, through ABC, has invested nearly $70 million over 40 plus years to build a foundation of research on improving how almonds are grown, processed, and consumed. Growing Good highlights the industry’s continually evolving farming and processing best practices based on that research investment, which has built a foundation for continuous improvement that is helping almonds to be an economically, environmentally and socially responsible crop for California.  “Almond farmers’ growing practices and processors’ handling practices are rooted in science, and the almond industry has been investing in research that pushes the envelope and partnerships that break boundaries. This new sustainability publication highlights some of those efforts as well as programs that support responsible, efficient almond production,” said Almond Board Director of Sustainability and Environmental Affairs, Gabriele Ludwig. “One of those programs is The Almond Conference. Over the next few days, thousands of attendees will attend fifty plus sessions, a bustling trade show and other events, all while networking with their peers and researchers. It’s key to continuous improvement.” Launched in 1973, ABC’s research programs provide a scientific basis for best practices across several priority areas. Three of those key areas include water sustainability, protection of honey bees that pollinate the almond crop, and new uses of almond hulls, shells, and woody materials in an effort to use everything produced in the orchard; a zero waste approach. Each of these focus areas are highlighted in Growing Good. Water Sustainability    Since 1982, California Almond farmers have committed $6.7 million to 201 different water research projects spanning irrigation efficiency, groundwater recharge, and water quality. Through production improvements and adoption of water efficient technologies, this investment has helped almond farmers reduce the amount of water needed to grow a pound of almonds by 33% over the past 20 years.2 Of this year’s projects, 14 focus on water with an investment of $1.2 million. The Almond Board’s investment in water sustainability includes this new project: Assessment of Water Status Using Inexpensive Thermographic Imagery, Lead Researcher: Brian Bailey, UC Davis - This new research project will explore the creation of a smartphone app and heat sensing platform to more precisely determine irrigation needs at any given time through leaf surface-and tree-temperature. The goal is to create a widely accessible tool for almond farmers to determine real-time irrigation needs and increase efficiency.  Honey Bee Health Since honey bee health was made a strategic research priority of the Almond Board in 1995, the California Almond community has committed $2.6 million dollars in support of 113 projects that address the five major factors impacting honey bee health. Research has also supported the development of orchard practices designed to keep bees safe during almond pollination. California Almond farmers added to that investment this year with six research projects totaling nearly $300,000, funding more honey bee health research than any other crop group.3 A current project focusing on honey bee health is: Technical Transfer Teams Serving Commercial Beekeepers in Almonds, Lead Researcher: Dennis vanEngelsdorp, Bee Informed Partnership - Technical Transfer Teams are made up of traveling bee doctors who work with beekeepers to monitor hive health and advise on pest and disease treatment as necessary. Nationwide, they service 99 commercial beekeepers many of whose honey bees pollinate almonds each spring. Almond Board has funded Tech Transfer Teams in partnership with the Bee Informed Partnership since 2010, when the first team was formed.  Results to date show that beekeepers participating in the program lost, on average, 36% fewer colonies than those commercial operations who did not participate.4 Coproduct Innovation Almonds grow in a shell, protected by a hull, on a tree, and the California Almond community has ensured that each of these coproducts is put to beneficial use through investment in 58 research projects since 1977, totaling $1.6 million. Nine studies have been funded this year with a commitment of $540,000 to determine how almond coproducts may address needs across food, pharmaceuticals, agriculture, automotive, and more. “Almond Board of California, in collaboration with our industry partners, is working every day to bring profitable, innovative solutions for coproducts back to farmers and processors. Having a robust economic outlook while remaining committed to environmental sustainability are not mutually exclusive, which is why I’m excited to be a part of this effort,” said Chico almond farmer and research collaborator, Rory Crowley. For this year’s announcement, one of the research projects that will focus on innovative uses for almond coproducts is: Evaluation of Almond Shell and Soft Wood Derived Biochars as Soil Amendments, Lead Researcher: Sanjai J. Parikh, UC Davis - This new research project will explore utilizing almond shells to create different formulations of biochar, a soil amendment, evaluating their quality in a greenhouse setting. Should these products prove beneficial to soil and plant health, it has potential applications across agriculture, landscaping, or even in backyard gardens. Almond Sustainability for the Future Continued commitment to scientific research is helping the California Almond community grow the farm of the future, as reflected in Growing Good. The publication, the first of its kind for the Almond Board, highlights almond farmers’ and processors’ heritage of sustainability and commitment to continuous improvement, while shining a spotlight on key Almond Board programming supporting those goals. Key points of interest from the 2017 publication include: 50 percent of almond processors are utilizing solar energy at their facilities, according to a spatial analysis5 78 percent of almond orchards today use efficient microirrigation, up from 70 percent in 20146 94 percent of almond farms coordinate with beekeepers about what pest control materials may need to be used during bloom and how the beekeepers will be notified in advance5 “We are family farmers. For the most part, we live on our farms or very close by to them, raise our kids here and want them to inherit our farms and our companies,” said Almond Board President and CEO, Richard Waycott. “When we think about improving our industry across the myriad areas of opportunity, it also involves wanting to make a better environment for our children and grandchildren. Research investment plays a huge role in this future.” Each research project is funded through an assessment paid per pound of almonds produced. Projects are selected by a committee of almond farmers and processors based on strategic alignment to industry needs and anticipated impact of the research, and after review by a research advisory group of independent experts who evaluated the proposals for scientific merit. For more information about the Almond Board’s more than 40 years of almond farming and environmental research visit AlmondSustainability.org and the Research Database. 1Sustainable almond farming utilizes production practices that are economically viable and are based upon scientific research, common sense and a respect for the environment, neighbors and employees. The result is a plentiful, nutritious, safe food product. 2University of California. UC Drought Management. Feb. 2010. Food and Agriculture Organization of the UN. FAO Irrigation and Drainage Paper 66 – Crop yield in response to water. 2012. Almond Board of California. Almond Almanac 1990-94, 2000-14. 3Gene Brandi. Vice President, American Beekeeping Federation. 416-POLL5-Sagili/vanEngelsdorp. Bee Informed Partnership: Pacific Northwest Tech Transfer Team. 5Land IQ. Almond Processor Solar Analysis. December 2016. 6California Almond Sustainability Program. Aug. 2017.
Danielle Veenstra innovation in almond orchard
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